Codicil d'un poeta
Us llego, amics, senzillament,
els tres quefers humils de sempre:
viure (i menjar) amb decòrum cada dia;
si podeu, endegar cobegança i luxúria;
pensar (creure o dubtar)
en la certesa i les hipòtesis
de la mort de la carn i la vida nova de l’ànima.
No hi ha res més a fer; i ja basta.
La resta és literatura.
(Pere Quart, "Codicil d'un poeta")
Quante, tra le molteplici possibilità di azione concesse all’essere umano, sono effettivamente indispensabili per la nostra esistenza? Quanti di noi si limitano, il più delle volte, a soddisfare i propri bisogni primari, senza cercare di scalfire una quotidianità spesso grigia – come questa giornata barcellonese – e banale, ma tutto sommato confortevole?
Joan Oliver – in arte Pere Quart – le elenca, brevemente, in una deliziosa lirica, concisa ma efficace. Il resto, scrive, è letteratura. Tutto il resto. Ovvero, la libertà, la fantasia, il sogno, la capacità di vivere (non soltanto leggere, o scrivere) una dimensione in più, aprire porte serrate, accorgersi di infinite sfumature, assaggiare frutti proibiti, raggiungere profondità nascoste. Scrivere, leggere e, soprattutto, convertire parole in pensieri, azioni, per superare la limitatezza di un’altrimenti tediosa e irritante realtà.





2 commento/i:
Ammiro le anime leggere come la tua. Forse gli angeli sono proprio così, per questo sanno volare. A volte penso che sia la terra, quella terra sudata, respirata dai miei nonni, a tenermi inesorabilmente a terra; perchè mi scorre nelle vene e ne sento il forte richiamo. Io le appartengo.
Sono una persona estremamente concreta, e il mio essere concreta a volte cristallizza le cose in forme definite, e marchia le persone con tatuaggi indelebili. E sbaglio. Tanto, continuamente, quasi inevitabilmente.
Ma finchè esisteranno persone come te a ricordarmi che il tempo vola perchè è leggero, e merita di essere vissuto con leggerezza, ascoltando il flusso dei pensieri scorrere e sedimentare nella mente, allora, forse, ci sarà speranza anche per me...e per la mia terra.
Ti
Grazie per la visita Ti, e grazie per il tuo bellissimo commento. Io credo che basti davvero poco per volare, e vedere le cose volare, e che una volta in volo sia più facile (estremamente facile) bruciarsi che cadere. Ma probabilmente, ne sono certo, sono io a sbagliare. Niente di angelico, purtroppo, bensì desiderio travolgente di (intra)vedere, in ogni cosa e in ogni momento, il lato invisibile della vita, quello dalle sfumature più intense e, al contempo, più dolci.
Avremo modo di chiacchierare un po' i prossimi giorni! :-)
A presto!!!
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